PALIO DEL BARADELLO

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Programma 2022


Notizie sul Palio

  • Il Castello Baradello
  • I tornei durante il medioevo
  • Il grazie di Como al Barbarossa

Il Castello Baradello

Una fortificazione sul Baradello esisteva in epoca gallica e romana; dopo il 196 a.C. il console Claudio Marcello fece costruire un alloggiamento con doppia cinta muraria sull’area precedentemente occupata dai primi abitanti della Comum Oppidum. Serviva per avvistamenti e segnalazioni; detto Baractelia fece parte, all’epoca delle invasioni barbariche, del Limes, la linea di confine instaurata dall’Impero Bizantino e a cui apparteneva tra gli altri, il castello dell’Isola Comacina. Ad erigere la torre all’interno delle mura, fu Barbarossa che vi si rifugiò dopo la disfatta del 1160. I Visconti, signori di Como negli anni fra il 1426-36, rafforzarono le mura ed elevarono la torre, trasformarono il complesso in una vera e propria rocca, poi smantellata dagli spagnoli nel 1527. In seguito, rimase integra solo la torre, denominata “il Castello”. L’ex fortezza divenne un rudere, acquistato dalla fam. Venini nel 1773, venduto nel 1873 a G. Castellini e, dopo la morte

nel 1927 dell’ultima erede, la benefattrice Teresa Rimoldi, ceduto al Comune di Como. Nell’ultima guerra mondiale vi fu acquartierato un plotone di Bersaglieri. Un sommario riassesto fu terminato nel 1903 comprendente la sistemazione della scala d’accesso laterale alla torre nonché la sua divisione interna in quattro locali. Vari restauri culminano con il recupero nel 1971 grazie al sindaco A. Spallino e diretto dall’arch. L. M. Belloni, che portarono alla luce tratti delle mura e i resti di un edificio civile romanico la “palazzina”. Nel 1984 fu realizzata la scala interna alla torre, per salire al terrazzo sulla sommità, dal quale si gode uno spettacolo impagabile sulla città e sul primo bacino del lago. L’Associazione Cavalieri del Palio ha avviato escursioni con visita animata da personaggi in costume. Oggi l’ente reg. Parco Spina Verde con personale dedicato offre programmi per gitanti, cultori di storia e scolaresche.

I tornei durante il medioevo

Il moderno concetto di “tempo libero” era già presente anche nel Medioevo. Il quadro storico dei divertimenti medievali presenta sfumature notevoli, legate alla scala sociale, alle diversità tra regioni e tra città e campagna. Tra questi, come non citare il torneo, le giostre militari o popolari, vere e proprie battaglie fittizie, ben regolate, dotate in genere di premi e soprattutto riservate a contendenti montati a cavallo e muniti di armi cavalleresche. Questi costosi tornei erano tenuti di tanto in tanto da re o baroni in occasione di grandi feste, vittorie, matrimoni principeschi e richiamavano contendenti da ogni luogo. Molti di loro erano cavalieri senza fortuna, uomini coraggiosi che entravano in “lizza” nel chiuso dello steccato, armati di “armi cortesi” cioè lance terminanti in punta con un bottone di ferro o di legno, spade smussate o rotonde, mazze ferrate senza spuntoni né chiodi. Prima del torneo, un araldo si recava di castello in castello annunziando la festa e invitando i

cavalieri a combattere. Nel luogo del combattimento, si realizzavano padiglioni di tela e di velluto per i campioni e per il loro seguito. Si costruiva l’anfiteatro con gradinate per il pubblico e palchi adorni di arazzi e tende trapunte d’oro e d’argento, da cui le dame incoraggiavano i campioni e i giudici davano il loro verdetto. Il cavaliere compariva il giorno precedente il combattimento davanti agli araldi, facendo prove di nobiltà e consegnando lo scudo dipinto coi colori della sua casa e della sua dama o col suo stemma particolare o di famiglia. Il combattimento era preceduto dalla presentazione dei campioni e del loro tipo di armamento. Si combatteva fino a che uno dei due chiedeva grazia oppure, stanco, alzava la visiera. Nonostante i cavalieri fossero protetti dall’armatura e dalla corazza, spesso i duelli causavano feriti e, più raramente, morti. Lo sconfitto consegnava cavallo e armatura al vincitore e pagava un riscatto in denaro per la libertà.

Il grazie di Como al Barbarossa

Nato oltre quarant’anni fa per “raccontare” la storia della città di Como soprattutto a chi vi era giunto ad abitare da poco tempo, il Palio del Baradello si è evoluto negli anni in una grande occasione per rivivere questa grande Storia, insieme a cittadini e visitatori, con una serie di eventi, tornei e spettacoli che richiamano i pomposi festeggiamenti allestiti dai comaschi nel marzo 1159 per la prima visita dell’imperatore Federico Barbarossa. Federico I di Svevia, infatti, fu l’indispensabile alleato utile per la rinascita della città dopo la cruenta distruzione operata dai Milanesi al termine della sanguinosa Guerra Decennale e, soprattutto, dopo trent’anni di umiliante servaggio e di continue violente angherie che parevano non avere mai fine. Se oggi l’antagonismo è ormai superato e lascia spazio alla sinergia tra le due città, all’inizio del XII secolo non era proprio così. Il libero Comune di Como rappresentava una solida realtà politica ed economica, il cui

territorio, corrispondente a quello della Diocesi, si estendeva a nord fino alla Valtellina e al Canton Ticino, mentre trovava il suo limite a est, ovest e sud nella potenza milanese. Como si sottraeva all’influenza ambrosiana a cominciare dal punto di vista religioso, avendo aderito secoli prima al cosiddetto Scisma dei Tre Capitoli e dipendendo quindi dal Patriarcato di Aquileia. A Milano facevano gola invece le vie commerciali d’acqua e di terra, cioè il lago e i passi alpini, in mano ai Comaschi. Questa la vera motivazione per lo scontro che opporrà le due città rivali dal 1118 al 1127, narrato da un anonimo poeta comasco nel Liber Cumanus (poema coevo composto di 2030 esametri latini, edito per la prima volta nel XVIII secolo nella raccolta muratoriana grazie a Giuseppe Maria Stampa, sacerdote gravedonese del Collegio Gallio), e in cui l’Isola Comacina, alleata di Milano, appare avversario odiato perfino più dei Milanesi stessi. continua..........

Borghi, Contrade e Comuni

camerlata

Camerlata

Nel lontano 1980 alcuni amici, invece che ritrovarsi al bar, si incontrarono alla Circoscrizione 3 di Camerlata e pensarono di organizzare qualcosa di nuovo e bello per il quartiere .....

camnagovolta

Camnago Volta

Fin dai tempi antichi i mulini o macinatoi furono una grande risorsa ed ebbero un ruolo fondamentale nella vita e nell’economia dei paesi fornendo il necessario sostentamento alle famiglie e agli animali.....

cernobbio

Cernobbio

Le notizie di Cernobbio durante il Medio Evo, a oggi disponibili, seppur poche, restano comunque significative. Fra queste è anzitutto degna di particolare rilievo l’attribuzione della qualifica di borgo all’aggregato cernobbiese.....

tavernola

Tavernola

La Guerra dei Dieci Anni (1118- 1127) duramente combattuta tra Milanesi e Comaschi ha lasciato un'ampia eredità di racconti, personaggi e battaglie....i canneti che coprono la foce del Breggia situata in località Tavernola, a metà strada tra Cernobbio e la fortezza di Vico.....

quarcino

Quarcino

La storia del “Borgo di Quarcino” ebbe inizio nel mese di ottobre del 2013, quando un gruppo di amici cominciò a sviluppare le prime idee sul nuovo Borgo, sui colori, il logo e soprattutto il nome della nuova contrada. Nacque così il “Borgo di Quarcino”.....

cortesella

Cortesella

Nel cuore di Como, all’interno della città murata così ricca di memorie storiche dal Medioevo ai giorni nostri, si trova un quartiere particolarmente caratteristico, che si è mantenuto nonostante lo scorrere dei secoli: la cosiddetta “Cortesella”, come da sempre è chiamata dai Comaschi.....

santagostino

Sant'Agostino

Il borgo di Sant’Agostino, tanto fortemente comasco, quanto nobilmente distaccato in una autonomia retaggio del suo passato di Coloniola, non poteva mancare al Palio fin dal primo appello. Borgo di lavandaie e di robusti facchini.....

rebbio

Rebbio

Un giorno un bel gruppo di famiglie si trovarono al pratone del Castel Baradello detto Parco delle Rimembranza per un pic nic ...da qui nascono le prime basi per la nascita di una Rievocazione Storica con il nome Palio del Baradello.....

Le gare del Palio - The Palio Games

  • La Cariolana
  • Il Tiro alla Fune
  • La Regata delle Lucie

La Cariolana - The wheelbarrows race

Gara caratteristica e faticosissima, consiste nel percorrere più volte un circuito trasportando un passeggero su di una carriola. Questo gioco era molto diffuso durante le feste che si svolgevano a Como durante il Medioevo. Ogni equipaggio è composto da due atleti, uno che spinge la carriola ed uno che si fa trasportare su di essa.

cariolana

Il Tiro alla Fune - Tug of war

Il Tiro alla Fune è uno dei più antichi giochi. La sfida tra le due squadre rappresenta in modo ancestrale la lotta tra bene e male. Questo gioco era praticato sia come attività sportiva autonoma, sia come pratica di allenamento per le altre discipline. Oggi il Tiro alla Fune fa parte delle comuni competizioni di lotta.

tiro della fune

La Regata delle Lucie - Typical boat race

Borghi, Contrade e Comuni si sfidano a bordo delle Lucie, le tradizionali imbarcazioni di legno che per secoli hanno rappresentato il principale mezzo di trasporto delle persone sul Lario.

regata


Il Gran Corteo Storico

Con la partecipazione di tutti i Borghi e Comuni aderenti al Palio, l'Imperatore Federico e l'Imperatrice Beatrice di Borgogna , Enrico il Leone e la sua augusta consorte Clementia Zaehringen, seguito di Condottieri, Cavalieri, Armigeri, Nobili, e Dame, seguiranno l'Ariete ed il Carroccio. Il percorso si snoderà lungo le strade cittadine via Aldo Moro, via XX settembre, via Milano, piazza Vittoria, Viale Battisti, via Carducci, via Paolo Giovio, piazza delle Medaglie d'Oro, via Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via Plinio, Piazza Cavour, via Fontana, via Cairoli, viale Marconi ed arrivo in viale Puecher, tra il tempio Voltiano ed il Monumento ai Caduti.

Visita

NON PERDERTI




  • Bentornato Palio
  • Il Drappo 2022
  • Video promozionale

Bentornato Palio

Messaggio del Presidente Stefano Tagliabue

Stefano Tagliabue

E' un'emozione annunciare che, dopo due anni, finalmente il Palio riprende in grande stile. È una sfida per il Consiglio e per tutti i volontari che collaborano attivamente a questa manifestazione che vogliamo far crescere, anno dopo anno, confermandola tra gli eventi più mportanti per Como e la Lombardia. L'afflusso turistico in città è in forte crescita. L'impegno non è indifferente, ma la voglia di rendere unica l'esperienza del pubblico che ci segue è grande.

Gli obiettivi da perseguire sono due: da un lato avvicinarci sempre più alla fedeltà storica dell'anno 1159; dall'altro proporre eventi collaterali che possano coinvolgere cittadini, famiglie, giovani e turisti, promuovendo così la cultura locale. La consuetudine vorrebbe che le gare per l'assegnazione del Palio fossero tre, ma quest'anno è stato deciso di limitarsi alla Cariolana, la gara più coinvolgente. Da parte mia, dei consiglieri, dei reggenti e dei borghi tutti, auguriamo a Como, alla sua cittadinanza ed ai suoi visitatori un buonissimo Palio del Baradello 2022.

Il Drappo 2022 - di Maria Aloi

In questo Drappo del Palio ho voluto rappresentare, in uno stile sobrio ed essenziale, un istante della storia medioevale. Il Castel Baradello, colorato in verde, è vivace espressione della natura che lo circonda; simbolo di Como, sovrasta due cavalieri di ritorno dalla battaglia, nella luce abbagliante di un tramonto estivo, La colomba in alto è simbolo e speranza d’avvento di un periodo di pace, come auspichiamo anche oggi.

Drappo2022 


Video promozionale del Palio 38^ Edizione realizzato dalla Fondazione G. Castellini