14 giugno 2017

Storia e Tradizione

1159. Lo sbarco del Barbarossa a Como.

 

 

Trascurato dai cronisti dell’epoca, anche perché preceduto da momenti che richiedevano grande segretezza, lo sbarco di Barbarossa nella città di Como, avviene ufficialmente durante il mese di marzo 1159 a seguito dell’invito fattogli giungere per vie altrettanto segrete dal vescovo Ardizzone, col quale era in contatto grazie alla fitta rete dei collegamenti che i diaconi delle pievi e delle grance garantivano ininterrottamente.

In città tuttavia si sussurrava dell’arrivo e della presenza di una importante personaggio nel territorio comasco, forse addirittura dell’Imperatrice.

Federico, da abile stratega, era arrivato sul lago scortato da pochi armati e aveva sollecitato i più fidati tra i suoi alleati ad accompagnarlo in incognito un giro di ricognizione lungo le sponde lariane per farsi segnalare i luoghi amici e quelli invece fedeli ai milanesi, verificando la consistenza delle rocche, delle difese portuali dei singoli borghi egli spazi adatti a dar battaglia. Si narra anche a questo proposito che fosse sbarcato senza neppure quell’ esile scorta all’isola di San Giovanni e che avesse ivi contattato misteriosi cavalieri, ma di questo episodio i confini sono nella leggenda .

Informato del fatto che corresse voce che Beatrice l’avesse raggiunto attraverso l’Engadina e che fosse nascosta da qualche parte inattesa di riunirsi a lui, Federico decise di approfittare dell’occasione per distogliere l’attenzione dal carattere marziale della sua ispezione, concordando con Ardizzone una visita di cortesia alla fedele città.

L’Imperatore raggiunse così con una flottiglia di piccole barche il Cenobio oltre la tabernula a sinistra della città, dove Beatrice, in compagnia delle sue devote dame e del suo confessore, si erano nascosti protetti dalle prudenti cure dell’Abate del santo luogo.

Il giorno successivo la coppia imperiale così riunita, si diresse verso il porto di Como, accolta dal popolo festante!