23 giugno 2017

Tavernola

 

Senza alcun dubbio il Borgo è di origine romana, come risulta chiaro dei toponimi di alcuni suoi rioni che attualmente sono: Folcino Superiore e Inferiore, Gerenzana, Musso, Tavernola al Lago, e San Bartolomeo alle Vigne. Folcino potrebbe facilmente ricondursi al volgare fulcin, falcetto, tipico strumento agricolo per le strisce di terreno dove non è possibile utilizzare la falce (ma in latino ricordiamo una gens Fulcinia e il termine fulcimen, cioè sostegno o terrapieno). Gerenzana deriva quasi certamente dall’unione dei termini latini ager glarea a indicare un terreno ghiaioso (oppure agger una riva o un argine). Musso forse da un altro termine latino volgarizzato che allude a una località protetta (munita). 

Il nome Tavernola deriva evidentemente dal termine latino tabernula che indica un punto di ristoro, molto comune in quel tempo lungo le principali vie di transito. In periodo medievale veniva indicatacome Tavernola solo la taverna che si affacciava sul lago, mentre l’area dov’è attualmente sita la borgata principale era chiamata San Bartolomeo nelle Selve e quindi San Bartolomeo nelle Vigne. 

Non si conosce con esattezza la data in cui fu eretta l’antica chiesa intitolata a San Bartolomeo. Le prime notizie che riguardano proprio questa ecclesia Sancti Bartholomaei de Pessina risalgono agli Statuti cittadini del 1335, ma anche in quelli del 1296 vi è un accenno a Tabernula e così pure un altro accenno si riscontra in un manoscritto del Capitolo del Duomo datato 1283. All’inizio la chiesa fu collegata alla parrocchia di San Salvatore e in seguito a quella di San Zenone, solo nel 1920 fu eretta a parrocchia autonoma. Nel corso dei secoli fu più volte ristrutturata, ma nel 1942 fu sconsacrata e adibita ad abitazione privata dopo adeguate modifiche. Ciò in quanto tra il 1936 e il 1937 era stata edificata la nuova chiesa dedicata a Cristo Re. 

Nel 1817 Tavernola faceva parte del Comune di Monte Oimpino e solo ndal 1884 fu incorporata nel Comune di Como. Le attività principali del Borgo sono state quasi sempre agricoltura e pesca, infatti solo all’inizio del ‘900 si ebbero le prime industrie, principalmente nel settore tessile, e in seguito sorsero i primi cantieri navali. 

Il Borgo, con i colori bianco-rosso, partecipa al Palio del Baradello a partire dal 1985 e ha vinto negli anni 1985, 1986, 1989, nel 1996 ex-aequo con Camerlata, e nel 2007. 

Nel suo stemma è raffigurato un pellicano, che curiosamente non ha alcun riferimento emblematico, ma è stato scelto a caso. 

Il Borgo può contare su una valida organizzazione; essa gli consente la partecipazione alla grande sfilata, che ogni anno chiude la manifestazione, con un numero considerevole di persone, abilmente preparate per varie raffigurazioni che vengono ripartite nel Gran Corteo Storico. 

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)