23 giugno 2017

Sant’Agostino

 

Secondo la tradizione il Borgo, con il nome di Coloniola, ebbe origine nel 59 A.C. quando alcune migliaia di coloni provenienti dal Sud Italia e dalla Sicilia furono trasferiti in quell’area dai Romani, ma non manca chi ne fa risalire la nascita ai Celti retrodatando la fondazione alcuni secoli dopo. Certo è invece il significato della denominazione, “piccola colonia”, e il fatto che il Borgo ebbe una vita completamente autonoma rispetto alla contigua città. Era infatti protetto da mura proprie, differenti da quelle cittadine; mura che furono distrutte dai milanesi nel 1127 a seguito della vittoriosa Guerra Decennale. In seguito furono parzialmente ricostruite durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini.

Importante per il Borgo era il suo porto nel cui molo venivano smerciati i prodotti locali, principalmente agricoli, ma dove arrivavano anche le produzioni dei paesi rivieraschi dell’Alto Lago. Da quanto scritto risulta evidente che la popolazione del Borgo era piuttosto povera poiché viveva esclusivamente di agricoltura e di pesca, anche se non mancavano le botteghe artigiane per le necessità locali. Data la posizione della Coloniola, notevole importanza assunse il lavoro delle lavandaie che lavavano i panni lungo le rive del lago per poi asciugarli nelle aree aperte del Borgo stesso, mentre gli uomini sostenevano tutto il lavoro per cosi dire “interno”, quali l’accensione del fuoco per bollire il bucato e così via. 

Ben poco è rimasto del Borgo medievale, anche se si ricordano notevoli costruzioni come l’Ospizio di Sant’Agostino, l’Ospedale di San Silvestro (divenuto in seguito convento di Sant’Antonio Abate), e il lazzaretto di San Clemente realizzato sull’estrema punta di Geno, dove prima fino al 1516 vi era una Casa degli Umiliati. Qui sono stati ritrovati una lapide cristiana relativa all’anno 463 e una romana nella quale si fa menzione di un certo Marco Virio. La ragione di tale trasformazione è da cercarsi nell’ottima posizione del Borgo, che ha attirato nel tempo splendide costruzioni signorili che hanno così eliminato le sue strutture originarie, mentre dal punto di vista lavorativo sorgevano le prime filande assieme a fabbriche di birra e di aceto, oltre a una rinomata cereria. L’unica traccia delle antiche strutture si riscontra nelle vecchie case dell’isolato compreso tra le vie Coloniola e Parravicini, la Piazza della Funicolare e il Lungo Lario, case che nel periodo medievale si affacciavano però direttamente sul lago nei pressi dello sbocco del torrente Valduce. Rimane pure traccia di una torre lungo il vicolo Bonola, che probabilmente faceva parte delle fortificazioni innalzate durante la lotta tra Guelfi e Ghibellini. 

L’antica chiesa intitolata a Sant’Antonio era costruita proprio a ridosso del Borgo e di essa si hanno notizie attraverso gli Atti delle visite pastorali. Nel 1772 la sede parrocchiale fu trasferita alla chiesa di Sant’Agostino, eretta nel ‘300 a cura degli Eremitiani di San Tommaso e che nel corso dei secoli ha subito notevoli trasformazioni. 

Altra chiesa, dedicata prima a San Silvestro e poi a Sant’Antonio Abate, fu edificata nel 1217 dai frati agostiniani; fu completamente trasformata nei primi anni del ‘600 e dopo successive modifiche fu utilizzata per altri scopi. 

Il Borgo di Sant’Agostino, coi colori giallo-marrone, ha partecipato al Palio a decorrere dal 1997 e fino al 2007, vincendo il Drappo negli anni 2000 e 2002. Nel suo gonfalone è raffigurata la Croce Agostiniana.

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)