23 giugno 2017

San Martino

 

Quasi sicuramente il Borgo è di origine romana, anche se non sono stati rintracciati finora documenti che possano confermarlo, ma la vicinanza di un importante corso d’acqua rende la cosa assai verosimile: infatti l’acqua era il principale elemento a fornire la forza motrice necessaria per attivare i laboratori artigianali e in special modo le manifatture laniere che si presuppone esistessero fin dalla più remota antichità. Quest’acqua era fornita dal fiume Cosia, che nasce in Comune di Albavilla e raggiunge il Borgo di San Martino dopo aver attraversato i territori di Tavernerio e di Camnago Volta. 

Anticamente il Borgo, che si raggiungeva uscendo dalla città attraverso la Porta di San Vitale, era denominato di Zezio e solo in seguito assunse il nome del Santo nato all’inizio del IV secolo in Pannoinia (l’odierna Ungheria). Non si conosce il motivo di tale cambiamento, ma sappiamo con sicurezza che a San Martino fu dedicata una piccola chiesa annessa all’ospedale dei pellegrini eretto presso il ponte sul fiume Cosia, che prima del 1833 era un po’ più a monte rispetto all’attuale. L’ospizio era affidato agli Umiliati, che seguivano una Regola in parte analoga a quella data da San Benedetto; il loro Ordine si divideva in tre rami, dei quali il più importante era costituito dai sacerdoti. A San Martino però erano presenti gli Umiliati del secondo gruppo, che erano laici addetti principalmente all’attività artigiana della tessitura. Essi vivevano in comunità a differenza di quelli appartenenti al terzo ramo, che rimanevano in famiglia. Nel ‘400 l’ospizio fu ncorporato all’ospedale Sant’Anna che lo utilizzò come lazzaretto per ammalati contagiosi. Nel 1571 il convento passò al Cardinale Tolomeo Gallio a seguito della soppressione dell’Ordine degli Umiliati, mentre l’attività tessile fu proseguita dai Cappuccini. 

Nel 1639 il Vescovo Carafino istituì una parrocchia autonoma nella chiesetta di San Martino, mentre prima di tale data l’assistenza religiosa veniva fornita dalla parrocchia di San Sisto, sita dove attualmente sorge il cinema La Lucernetta. Nel 1783 la sede parrocchiale fu trasferita nella chiesa delmonastero agostiniano di Sant’Agata, le cui prime notizie risalgono al 1306, ma che era di origine molto più antica e che fu poi soppresso nel 1781. Sappiamo che la vecchia chiesa era a navata unica, alla quale furono aggiunte successivamente delle cappelle laterali. La nuova chiesa, sorta per le accresciute esigenze religioese, fu consacrata nel 1969. Un ultimo accenno va fatto al cosidetto Castel Nuovo, eretto dai milanesi per controllare i comaschi dopo la distruzione di Como nell’anno 1127. L’unica sua traccia rimasta è nella toponomastica cittadina. 

Il Borgo di San Martino, i cui colori sono verde-nero, ha iniziato a partecipare al Palio a decorrere dal 1999 e finora non ha vinto alcuna edizione, ma si è distinto per la sportività con cui ha sempre affrontato tutte le gare. Va infine ricordato che nello stemma del Borgo non poteva non essere riportata l’effigie di San Martino che con la spada divide il proprio mantello per vestire un povero. 

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)