23 giugno 2017

Rebbio

 

Rebbio era un borgo a sud di Como sorto dove un tempo era sita l’antichissima Alebium, già molto conosciuta in epoca romana. Secondo alcune fonti non confermate, il suo nome deriverebbe da un termine arabo che indica il concime. Invece è sicuro che dal primitivo Alebium si passò poi ad Arebium per acquisire infine la denominazione attuale. 

L’area più antica è quella compresa tra le due strade che collegano Como con Milano e con Varese. Proprio in quella zona nel periodo medievale fu edificata la chiesa parrocchiale intitolata a San Martino, che aveva una sola navata. Sulle sue rovine, nella seconda metà del ‘600 fu innalzata la nuova chiesa che fu più volte ristrutturata e ampliata per acquisire nel 1851 l’aspetto attuale. Siamo già nel 1929, ma dopo tale data non mancarono ulteriori lavori; la struttura della chiesa tuttavia non subì più alcuna modifica. 

Rebbio fu un paese autonomo fino al 1937, anno in cui fu incorporato nel Comune di Como; da allora ebbe un grande sviluppo edilizio, però al di fuori del progetto elaborato da Giuseppe Terragni e Alberto Sartorio, che non venne mai realizzato. 

Da notare che lungo il suo lato sud, dopo alcuni ritrovamenti occasionali, è stata scoperta una grande area archeologica che comprende la necropoli di Comun Oppidum dalle caratteristiche tombe a pozzetto. Inoltre da tutta la zona emerge chiaramente lo sviluppo dell’intero periodo della civiltà Golasecca. 

Infine è opportuno ricordare che secondo l’Anonimo Cumano, nella zona di Rebbio nel 1118 si svolse una cruenta battaglia tra comaschi e milanesi, nella quale questi ultimi furono duramente sconfitti; mentre in un documento del 1279 è contenuto un contratto di affitto di un terreno a un tale Bartolomeo Poncilione de Alebbio de Cumis. 

Il Borgo di Rebbio, con i colori blu-bianco, è uno dei borghi che ha partecipato al Palio fin dalla sua fondazione e cioè a partire dal 1981. Ha vinto negli anni 1981, 1982, 1984 e 2005. Nel suo emblema è reffigurata sul lato destro l’antica torre elevata un tempo nella zona, su fondo bianco, mentre il lato sinistro è blu. 

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)