23 giugno 2017

Cortesella

 

A differenza di alcuni borghi per i quali le notizie sono molto lacunose, per la contrada della Cortesella si ha una situazione opposta, perchè molti sono stati gli storici che si sono occupati del cuore cittadino. Da qui la necessità di condensare il più possibile le notizie tramandate per ridurle nei limiti che ci si è imposti. Iniziando dal nome, occorre precisare che la sua origine è incerta; si afferma che derivi da isella, cioè isola, ma è più probabile che sia collegato a un’antica e potente famiglia: i Corticella.

La zona anticamente era malsana a causa del fiume Cosia, che prima di sboccare nel lago la impaludava. Questa infelice situazione fu modificata nel 59 A.C. per ordine di Giulio Cesare, che comprese l’importanza dell’area come punto di passaggio verso il Nord Europa sfruttando le vie del lago. Fu così che sorse il primo nucleo della colonia romana, il Novum Comum, nella quale Cesare trapiantò cinquemila coloni. In seguito il territorio si estese fino a raggiungere l’attuale piazza Perretta e le vie Juvara, Albertolli, Gobetti, Ballerini, Muralto e Vitani. 

Sembra che l’impianto semicircolare della Contrada risenta dell’esistenza di un grande teatro romano che quando perse la sua funzionalità fu utilizzato come base per le successive costruzioni. Da notare che secondo alcune teorie la principale via cittadina, il Decumano Massimo, era sull’asse delle vie Cesare Cantù, Bonanomi e Vitani, mentre non è chiaro se l’intero territorio fosse all’interno delle mura oppure all’esterno. 

Il porto era sito tra l’attuale piazza Mazzini e via Muralto, mentre in seguito fu spostato nella zona delle odierne piazza Volta e via Cairoli. 

Dopo un periodo di degrado, la Cortesella nel Medioevo risorse a nuovo splendore principalmente per il merito dei Vitani con i loro alleati Guelfi, i Sangiuliani, e dei Rusca ghibellini, alleati con le famiglie milanesi dei Torriani e dei Visconti. Con la fine delle libertà comunali e l’avvento della Signoria dei Rusca, seguita da quelle dei Visconti e poi degli Sforza, e con la fine della famiglia Vitani, la Cortesella decadde sempre più. Durante il periodo medievale le varie attività venivano concentrate in alcune vie che si possono indicare come specializzate, anche se l’espressione forse non è del tutto corretta. Così ricordiamo i legnamari nell’attuale Muralto, gli orefici nell’odierna via Plinio, i prestinai dove oggi è aperto il Largo Boldoni e i macellai proprio nel centro della Cortesella, con il macello dove poi in un passato recente è stata edificata la Banca d’Italia.

La più antica chiesa era San Nazaro, sorta su una basilica romana e famosa per le reliquie li custodite, con accanto la Confraternita del SS. Sacramento. Le prime notizie che la riguardano risalgono al XII secolo e la indicano come parrocchia, anche se la chiesa era di modeste dimensioni. Nel 1787 la parrocchia veniva soppressa, però la chiesa continuò a funzionare regolarmente fino al 1938, anno in cui fu demolita assieme all’intero quartiere. 

Inoltre è da ricordare in epoca viscontea la cittadella che si estendeva dall’attuale parcheggio sul lato sud del Teatro Sociale fino a Piazza Roma, dove inglobava la darsena del Governatore, indicata anche come arsenale, che risale alla prima metà del ‘300. Data la sua importanza, in questa zona l’Associazione ha organizzato nel 2009 una visita con la supervisione della Società Archeologica Comense, che potrebbe essere l’arteficie di nuove ricerche: ad esempio sui ruderi di età romana rinvenuti sotto l’edificio di via Vitani appartenente alle Suore Infermiere del Valduce, presenti nella nostra città fin dal 1853, quando su indicazione di Giovannina Franchi si dedicarono agli ammalati poveri che altrimenti non avrebbero avuto alcuna possibilità di essere curati. 

A seguito dello spostamento del centro politico e religioso della città, nel 1938 furono avviati i lavori che portarono all’eliminazione delle antiche e contorte stradicciole che si intersecavano l’un l’altra e sui cui limiti erano edificati bassi isolati. Uniche testimonianze del passato sono i resti di Torre dei Mercanti, visibili in via Ballarini, la casa Bazzi in via Olginati, e la casa dei Vitani con la Torre Demorata in via Vitani. 

La Contrada della Cortesella partecipa alla nostra manifestazione dal 1995 con i colori nero-argento-rosso e ha vinto il Palio nel 1997. L’emblema della Contrada riproduce quello della famiglia Corticella. 

Per concludere, giova sottolineare che questa Contrada ha organizzato numerosi incontri culturali dei quali restano le relazioni presso la nostra Biblioteca Medievale. 

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)