23 giugno 2017

Cernobbio

 

Alcune delle più antiche notizie che lo riguardano si riscontrano in un manoscritto del XII secolo, in relazione a una struttura fortificata. Il nome per così dire moderno deriva da coenobium, antico monastero cluniacense fondato attorno all’anno Mille nella zona in cui attualmente p sita Villa Erba per opera di Maiolo, proveniente dall’abbazia benedettina di Cluny (edificata nel 210), mentre in passato la località era indicata come Garrovo per via dell’omonimo torrente. Il monastero, che appunto sembra abbia dato nome alla cittadina, entra presto in contrasto con quella di Cantù, anche se indirettamente, i contrasti tra Milano e Como varcano anche le mura degli istituti religiosi. Il monastero divenne sempre più importante a seguito di numerosi lasciti, tanto che di esso il Vescovo di Como Feliciano Ninguarda ci ha lasciato una dettagliata dissertazione risalente al 1593. Inoltre alla chiesa principale era collegato un oratorio dedicato a San Rocco. Il cenobio fu soppresso nel 1785 per disposizione dell’imperatore d’Austria Giuseppe II e tutto il complesso fu venduto a privatii.

Cernobbio fu sempre alleato con Como e nel 1240 passò sotto la sua diretta giurisdizione come Borgo. Fu distrutto una prima volta nel 1432 per opera di Filippo Maria Visconti e una seconda volta nel 1522 dagli abitanti di Torno. Come Comune moderno nasce nel 1929  dall’accorpamento di Cernobbio, Santo Stefano e Rovenna; il 25.05.2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito il titolo di città.

La chiesa parrocchiale fu edificata tra il 1904 e il 1924 e dedicata al SS. Redentore. Nella chiesa è conservato l’antico fonte battesimale risalente al 1570.

Ai margini della cittadina è edificata anche la Cappella della Beata Vergine delle Grazie, chiamata anche dell’Immacolata. Anch’essa è di antica origine, difatti ne abbiamo notizia attraverso le relazioni (1593) del già citato Vescovo Ninguarda. 

Inoltre nella frazione di Rovenna è situata la chiesa parrocchiale di San Michele, di antichissima fondazione e ricostruita a partire dal 1667. Nella sua sacrestia è conservata la famosa Croce di Rovenna, in rame dorato e cristalli di rocca, risalente alla fine dell’XI secolo o all’inizio del XII; notevole anche l’altare ligneo. Da Rovenna si raggiunge la vetta del Monte Bisbino con il suo Santuario della Beata Vergine: una chiesetta in luogo è già documentata nel 1368. 

Nella frazione di Piazza Santo Stefano, che prende il nome da un’antichissima chiesa dedicata appunto al santo Protomartire, è stata edificata una chiesa nuova nella seconda metà del ‘600: da una relazione del Vescovo Ciceri risulta infatti che nel 1685 era ancora in costruzione. Accanto ad essa sorge l’Oratorio dell’Asnigo, del quale si hanno notizie già nel ‘200 e in seguito adibito a lazzaretto. 

Infine lungo la strada che da Stimianico porta a Piazza, in frazione Casnedo vi è la bella chiesa intitolata a San Nicola, che in precedenza era intitolata anche a San Carlo, e della quale si ha notizia da una relazione datata 1786 del Vescovo Giambattista Mugiasca. 

Da ricordare inoltre che Cernobbio è Famosa per le numerose ville che l’arricchiscono, e tra tutte basta citare la sontuosa Villa d’Este fatta edificare dal Cardinale Tolomeo Gallio ed eredi tra il 1557 e il 1607 sulle rovine dell’antico chiostro di Sant’Andrea eretto nel 1442.

Cernobbio con i colori giallo-azzurro ha partecipato alla nostra manifestazione a partire dal 1996 e ha vinto negli anni 2003 e 2009. Inoltre nel 2008 si è classificato a pari merito con Brienno, ma ha rinunciato al Drappo a seguito di alcune contestazioni. Nel suo emblema è raffigurato un drago rampante in campo giallo con fondo azzurro, analogo a quello del Comune che però è sormontato da una corona e che è stato autorizzato con delibera del Presidente del Consiglio nel 1932. 

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)