23 giugno 2017

Casnate con Bernate

 

Seppur presente al palio solo da quattro edizioni (una in sfilata e tre in gara) Casnate con Bernate è borgata ricca di storia. Ubicate nella fascia collinare a sud di Como, le due frazioni costituiscono Comune unitario solo dal 1937. Casnate deriva il suo nome da castagna; le colture castanili infatti erano strumento di sussistenza per la popolazione contadina dei secoli scorsi. Il nucleo più antico del paese, posto sul crinale del colle, rimanda ad un’antica torre, forse esistente già dal periodo romano e facente parte di quel sistema difensivo di cui oggi sono memoria i ruderi della torre di Rodero ed il Baradello. Bernate invece ha origine più arcaica: la radice del termine rimanda infatti alle lingue celtiche che designavano l’allevamento ovino, i grandi pascoli della piana sottostante, il Prato Pagano.

A testimonianza dell’antichità del borgo, nel 1848 Giuseppe Lucini, dissodando i propri fondi, trovò un’antica spada di origine celtica così descritta: «spada corta di purissimo bronzo in un sol pezzo colla impugnatura adorna di bellissimi e conservati fregi». Per tutto il Medioevo i due centri agricoli fecero parte della Pieve di Fino; ad essi era demandata la custodia della strada che congiungeva il vescovado di Como ed il contado di Milano, oltre alla manutenzione dei ponti della Bricola e dell’Acquanegra. Possiamo citare anche un episodio bellico in pieno periodo medievale; nel 1258 i nobili milanesi ghibellini, alleati in Como dei Rusconi, furono cacciati da Cantù ed allora si recarono in Como con cento balestrieri. La fazione guelfa dei Vitani non accettò questa mossa e reagì con le proprie truppe cacciando da Como i Rusconi ed i loro alleati ghibellini. Spostatesi le forze fuori dalla città, i milanesi presero il ponte sul Seveso, impedendo così i rifornimenti all’esercito guelfo accampato nel Prato Pagano, ai piedi dei colli di Bernate e Casnate. I guelfi, serrati dalla fame, furono costretti ad un armistizio.

I due Paesi ebbero sempre solidi legami con il capoluogo lariano: durante il Medioevo, infatti, i maggiori proprietari terrieri risultano essere la chiesa di S. Fedele, il Duomo e alcune nobili famiglie comasche, oltre all’abbazia di Vertemate, non molto distante dai due abitati. Questa stretta dipendenza da Como portò a un diretto coinvolgimento dei due paesi nella decennale guerra contro Milano, che, infatti, occupò ripetutamente Casnate; sul suo territorio esiste ancora una contrada, chiamata “della Torre”, lungo la quale si innalza una costruzione a pianta quadrata: con ogni probabilità essa è ciò che rimane di una torre di segnalazione, che serviva a mettere in comunicazione il Castello di Vertemate con il Baradello.

Durante il periodo della decennale guerra tra Como e Milano, Casnate insieme a tutta la pieve di Fino Mornasco venne occupata dai milanesi che successivamente dovettero lasciare questo territorio, quindi lo riconquistarono ed infine lo perdettero definitivamente allorché nel 1196 tutta la pieve venne attribuita alla giurisdizione del Comune di Como. Al termine del conflitto, Bernate e Casnate furono definitivamente cedute a Como.

In seguito, i beni delle famiglie comasche andarono sempre più consolidandosi, soprattutto a Bernate, dove nel secolo XVI la famiglia Porta di Como possedeva la maggior parte delle proprietà terriere: tale situazione è rimasta pressoché invariata e, passati i beni Porta ai conti Cigalini prima e alla famiglia Rosales nel secolo scorso, ancora oggi la famiglia Rosales è tra le più importanti a Bernate, come testimonia il nome della frazione Bernate Rosales.