23 giugno 2017

Camnago Volta

 

Si tratta di un Borgo abitato sin dall’epoca protostorica, il cui nome deriva dai termini celtici Camn e Ago, che significano rispettivamente “signore” e “dimora”. La zona era anch’essa agricola e tale rimase anche nel periodo romano, durante il quale non fu elevata alcuna fortificazione data la lontananza delle grandi vie di comunicazione. 

Il Borgo rimase privo di attività manifatturiere e artigianali, mentre esistevano diversi mulini di grano, alcuni dei quali restarono in funzione fino all’800. Solo quello appartenente alla famiglia Beretto nella piccola frazione del Navedano fu attivo fino al XX secolo e la sua struttura è ancora visibile, anche se non più funzionante. Nel ‘900 fu costruita una fornace di mattoni, che fu smantellata nel novembre del 1995 e in seguito parzialmente recuperata. 

Camnago, con il nome di Camnago San Martino, faceva parte del Comune Censuario di Camerlata. Con decreto reale del 21.04.1863 il nome fu mutato in Camnago Volta. Divenuto autonomo nel 1885, fu unito a como il 13.08.1943. 

Camnago è composto di diversi agglomerati distinti tra loro, e precisamente: Camnago Centro, Camnago Superiore, Campora, Ravanera, Roncaccio, Ca’ Rotta, Paradiso e Navedano. Camnago Centro è il nucleo principale del Borgo e vi è edificata la chiesa dedicata a Santa Cecilia, che fu eretta in parrocchia nel 1654 dal Vescovo Lazzaro Carafino. Prima di tale anno era curata dai frati del Terz’Ordine Francescano provenienti dal convento di San Donato, che fu a loro concesso in uso dai Benedettini dell’Abbazia di San Giuliano e poi passato a loro definitivamente con Bolla Papale del 1458. La chiesa fu restaurata tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. A metà del ‘700 all’unica cappella intitolata a Santa Cecilia ne furono aggiunte altre due, dedicate alla Vergine del Rosario e a San Carlo. Nel 1826 è estata elevata l’attuale facciata modificando l’antico ordinamento, dato che in precedenza la chiesa era rivolta verso la montagna. Ulteriori modifiche furono eseguite nel 1887.

Di fronte alla chiesa vi è un antico edificio che nel XVIII secolo era di proprietà delle monache di Sant’Orsola.

Camnago Superiore si è sviluppato attorno a un’antica villa patrizia di proprietà della famiglia Volta. Parte di questo agglomerato apparteneva al Capitolo di San Pietro Celestino, attuale Basilica del SS. Crocefisso.

Campora, il cui nome deriva dal latino campus, cioè campo coltivato, era costituita solamente da un gruppo di case coloniche con un oratorio intitolato a San Filippo, che sicuramente era già esistente nel ‘700. Inoltre a Campora si trova la villa che fu di Alessandro Volta, sul cui cancello è posta a ricordo una targa di marmo. 

A Ravanera vi è una chiesetta realizzata nel ‘600 e dedicata a San Francesco. Il nome di questa piccola frazione deriva dalla voce raven che indica un’erba aromatica che vi veniva coltivata.  

Anche a Roncaccio il nucleo originario è cresciuto attorno a una villa. Ca’ Rotta confina con Lipomo e la sua denominazione deriva dall’esistenza in zona di una vecchia cascina diroccata.

Anche il Paradiso confina con Lipomo e deve il suo nome all’amenità della sua posizione.

Infine la zona del Navedano era caratterizzata dalla presenza dei mulini.

Non si pu parlare di Camnago senza accennare a uno dei figli più illustri di Como: Alessandro Volta. Nato nel 1745, fu autore di numerose scoperte scientifiche e nel 1799 si ebbe con la pila la sua più grande invenzione. Membro di numerose accademie scientifiche, viaggiò molto, ma il suo cuore rimase a Camnago. L’amava così tanto che espresse il desiderio di esservi sepolto. Deceduto nel 1827 fu sepolto nel 1831 nel nuovo cimitero appositamente costruito a poche centinaia di metri da quello esistente in precedenza.

Il Borgo di Camnago Volta partecipa alla nostra manifestazione per la prima volta nel trentennale, e per questo motivo è stata organizzata nel dicembre 2009 una sfilata notturna con abiti medievali e le caratteristiche fiaccole, anche per rendere omaggio a Volta nel 210° anniversario dell’invenzione della pila.

Nell’emblema del Borgo è raffigurato parte dell’antico stemma della località, approvato con decreto reale del 02.12.1932. In esso appare sul lato sinistro una folgore d’oro, su fondo viola al posto dell’azzurro Savoia, sul lato destro nessun elemento; in alto appare il simbolo quattrocentesco della famiglia Volta.

Infine da ricordare che prima animatrice di questo nuovo gruppo è stata la locale Circoscrizione e in particolare Roberto Todeschini presidente cultura e spettacolo.  

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)