23 giugno 2017

Camerlata

 

Dai reperti storici rinvenuti appare chiaro che la zona in cui sorse il Borgo di Camerlata era già abitata a partire dal secolo IX A.C.; si trattava di un’area eminentemente boschiva e il periodo romano non la cambio molto. Si ricorda però la costruzione di un tempio dedicato al dio Mercurio, presso il quale secondo la tradizione furono martirizzati Carpoforo, Esanto, Cassio, Licinio, Severo e Secondo, soldati al servizio di Massimiliano Erculeo che, convertiti al Cristianesimo non vollero offrire sacrifici agli dèi pagani. Come tutti gli altri edifici di culto pagani, dopo l’editto del 313 dell’imperatore Costantino che riconosceva la religione cristiana, il tempio fu trasformato dal protovescovo Felice in chiesa cristiana, come risulta dal ritrovamento di epigrafi cristiane. Accanto fu edificato un monastero benedettino, con annessa chiesa dedicata a San Carpoforo che fu consacrata come prima cattedrale di Como il 25.05.1040. La chiesa fu più volte ristrutturata, mentre intorno alla metà del ‘500 fu edificato un nuovo convento dai monaci Ermitani di San Gerolamo che venne poi soppresso nel 1772. Nel corso del XVI secolo la chiesa fu completamente trasformata e nel 1773 fu elevata a parrocchia. Con i nuovi lavori effettuati tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 essa ha acquisito la struttura odierna, mentre nel frattempo la parrocchia veniva trasferita in una piccola chiesa dedicata a Santa Brigida, in posizione più centrale rispetto al Borgo, e che in seguito fu incorporata nel Sanatorio G.B. Grassi. Infine la sede parrocchiale passò nella nuova chiesa, sempre dedicata a Sata Brigida, che fu eretta tra il 1924 e il 1927 e nella quale nel 1932 furono traslati i corpi di San Carpoforo e d San Felice.

Lungo la tortuosa stradina che porta al Castel Baradello sono stati individuati i resti di un’altra chiesa romanica dedicata a San Martino, detta San Martino in Sylvis per distinguerla da quella edificata nel Borgo di San Martino. Nel XIII secolo presso la chiesa si stabilirono i Domenicani, ma nel ‘500 essa fu abbandonata e trasformata in abitazione privata, e più recentemente in ristorante.

Tutta la zona di Camerlata era in passato scarsamente abitata, ma data la sua importanza come nodo stradale tra Como e Cantù, Varese e Milano, sia dal punto di vista militare che commerciale, fu protetta da svariate fortificazioni, ormai completamente scomparse, che si collegavano col sovrastante Castello.

Nel ‘700 Camerlata fu elevata a Comune censuario e tra il 1812 e il 1884 ebbe autonomia comunale con un territorio che comprendeva anche Lora, Navedano, Garzola, San Donato e Civiglio. Nel 1884 fu unita al Comune di Como con conseguente sviluppo dei primi insediamenti industriali.

Resta da fare un accenno al nome del Borgo, anche se non è assodata la sua origine; infatti secondo alcuni esso deriva proprio dalle fortificazioni indicate in precedenza, mentre secondo altri si riferisce a una casa edificata nei pressi della Basilica di San Carpoforo e che era arricchita da una consistente merlatura; infine per altri ancora il nome deriva da una tipica taverna nella cui insegna si leggeva Portich dei duu Merli

Il borgo di Camerlata è l’unico rimasto tra quelli che nel 1981 aderirono alla manifestazione. I suoi colori sono verde-rosso, e ha vinto negli anni 1990, 1991, 1994, 1996 assieme al Borgo di Tavernola, e nel 1999. Nel suo emblema è riportata la casa merlata. 

(Fonte: “Como, Anno Domini 1159” di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia)